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The White Castle – Recensione

The White Castle è un gioco di Isra C. e Shei S. (gli autori di The red cathedral) portato in Italia da Devir Giochi. Si tratta di un gioco di selezione e piazzamento dadi ambientato in Giappone, nel periodo Edo. In qualità di famiglie importanti, i giocatori dovranno supportare il Daimio inviando guerrieri a pattugliare le mura del castello, contadini operosi a lavorare nei campi e nobili a palazzo a rendere omaggio al signore del castello. Affascinante, vero? E non avete ancora visto niente!

Panoramica del gioco

Una partita a The White Castle è composta da tre round di gioco, in ciascuno dei quali ogni giocatore piazza esattamente tre dadi. La meccanica in breve è questa: ci sono tre colori di dadi a cui corrispondono azioni sul tabellone e sulla plancia dei giocatori. Tali azioni cambiano spesso nel corso del gioco perché sono presenti su carte che i giocatori possono prendere.

The White Castle

Gli spazi azione sono contrassegnati da un numero. Se si piazza un dado di valore più basso si devono pagare le monete per colmare la differenza, mentre con un dado più alto si ottengono monete. Ogni slot del tabellone può contenere due dadi, che vengono impilati uno sopra l’altro. Il valore del primo dado piazzato sostituisce il valore prestampato dello spazio. Le azioni essenzialmente consentono di ottenere risorse (riso, metallo e madreperla), inviare i propri guerrieri, nobili e contadini nei relativi luoghi del tabellone (rispettivamente mura, palazzo e campi) per ottenere azioni e bonus aggiuntivi immediati e punti a fine gioco, o consentono di avanzare sul tracciato del tempo, che stabilisce l’ordine di turno e consente di ottenere punti a fine partita.

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Per ciascun colore si può scegliere fra al dado di valore più alto e quello di valore più basso. Con quello più alto in genere si ottiene qualche soldino, ma quello basso consente di attivare le rendite del settore Lanterna, diverso per ciascun giocatore. Gli spazi privati sulla plancia, invece, forniscono rendite di risorse (crescenti con il numero di lavoratori piazzati sul tabellone), e consentono di svolgere l’azione indicata sulla propria carta, anch’essa variabile nel corso del gioco. Si ottengono nuove carte piazzando i nobili al primo o al secondo piano del palazzo. Il giocatore prende la carta azione presente, ne attiva un’azione a sfondo bianco a scelta, poi la piazza sulla sua plancia, spostando la carta che già si trova lì a fornire rendite sulla Lanterne.

The White Castle 3

A fine gioco si ottengono punti per i lavoratori piazzati: contadini e nobili danno i punti stampati sul luogo in cui si trovano, mentre i guerrieri danno un valore di forza che viene moltiplicato per il numero dei propri nobili presenti nel palazzo.

Materiali e grafica

La scatola di The White Castle è di dimensioni ridotte e zeppa di materiale. I materiali di questo gioco sono particolarmente ben fatti, con meeple di tre tipi diversi, una grafica estremamente leggibile negli effetti delle carte (del tutto prive di testo), un tabellone semplice ma bello da vedere, dove tutti i numerosi spazi sono chiaramente contrassegnati e facilmente distinguibili. Particolarmente belli sono i ponti da assemblare, in robusto cartoncino, su cui verranno piazzati i dadi.

The White Castle 4

Di solito non faccio commenti sui prezzi dei giochi, perché ritengo che un bel gioco valga un prezzo anche elevato considerando che ci si possono fare partite virtualmente per tutta la vita, ma questa volta ci tengo a sottolineare l’ottimo rapporto qualità/prezzo, di The White Castle in particolare, ma in generale di vari titoli dell’editore Devir, che spesso propone giochi con materiali abbondanti e di buona qualità a prezzi molto abbordabili.

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I commenti del Topo di Ludoteca

The White Castle è un gioco molto ben riuscito e stimolante che si caratte­rizza per ottima profondità e strategia in partite che si mantengono sulla durata di non più di un’ora. Per la sua complessità strategica non è ascrivibile alla categoria dei filler, ma offre un’esperienza di gioco soddisfacente per i più esperti in tempi piuttosto rapidi. La partita si compone di nove piazzamenti per giocatore, mai uno in più, mai uno in meno. Si tratta di un totale di soli nove piazzamenti, il che rende il gioco davvero strettissimo. Risulta quindi di vitale importanza riuscire a effettuare azioni che ne attivino altre, in modo da sfruttare al massimo ogni singolo turno.The White Castle 5

Carte e dadi danno una buona variabilità a questo titolo, conferendogli un buon livello di rigiocabilità e la necessità di adattarsi a un rapido ricambio delle azioni disponibili. L’ambientazione è molto affascinante, in particolare nel dettaglio dei dadi sul ponte, considerati persone che osservano le carpe prima di decidere quale strada intraprendere. Si tratta di piccoli accenni alla cultura giapponese che gli appassionati non mancheranno di apprezzare. 

Il colpo d’occhio offerto da The White Castle intavolato è davvero notevole e il fatto che il gioco sia molto stretto è decisamente un pregio per quanto ci riguarda. Ve lo consigliamo spassionatamente!

The White Castle

8.2

Esperienza di gioco

8.5/10

Materiali e grafica

8.0/10

Rigiocabilità

8.0/10

Pro

  • Ottimo rapporto qualità/prezzo
  • Esperienza profonda in gioco di curata contenuta

Barbara Parutto

Fin da bambina Barbara è stata una grande appassionata di giochi da tavolo ed è cresciuta con i classici degli anni '80 e '90. Con il suo compagno ha iniziato a giocare a Magic e da lì al loro primo boardgame il passo è stato breve. Hanno una collezione di circa 300 giochi. Il topo di ludoteca è nato nella scatola di un gioco da tavolo, dove di notte si ritira per dormire. È molto curioso e ogni volta che vede un gioco nuovo gli fremono i baffi per la voglia di provarlo.