Red Rising – Anteprima

Red Rising è un gioco di carte basato sull’omonima saga letteraria in cui l’umanità è rigidamente divisa in caste e un gruppo di ribelli pronti a tutto cerca vendetta.  

Stonemaier Games ha recentemente annunciato il suo nuovo gioco, Red Rising, basato sull’omonima serie di libri di Pierce Brown pubblicata in Italia da Mondadori. Il gioco, come di consueto per i prodotti Stonemaier Games, verrà localizzato da Ghenos Games a maggio.

Il mondo di Red Rising è una società distopica divisa in 14 caste, ognuna contrassegnata da un colore, nella quale la mobilità sociale è a dir poco molto complicata, per non dire impossibile. La casta degli Oro, quella dallo status più elevato, lotta disperatamente per mantenere lo status quo, mentre la pressione dal basso, guidata dai Rossi, si fa sempre più forte.

La situazione arriva a un punto di rottura il giorno in cui gli Oro decidono di scendere nei bassifondi per un’esecuzione pubblica che dovrebbe fungere da monito e da inasprimento della stretta. Ma non hanno fatto i conti con i Figli di Ares, guidati da Darrow, marito di Eo: dopo che la moglie è statta brutalmente impiccata sulla pubblica piazza, questi è determinato a ribaltare la società dall’alto, infiltrandosi nel mondo degli Oro e diventando uno di loro.

Red Rising

Il gioco si basa sulla prima trilogia di Red Rising. Nell’edizione originale sono stati pubblicati cinque volumi e il sesto è in arrivo, mentre in Italia per ora Mondadori si è fermata al quarto libro e si spera che arriverà anche il quinto; purtroppo le case editrici letterarie sono meno disposte rispetto alle case editrici di giochi da tavolo a svelare i propri piani e non dispongono di una pagina con le nuove uscite come invece fanno praticamente tutti gli editori del nostro hobby preferito. 

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In ogni caso, la nuova fatica di Jamey Stegmeier e Alexander Schmidt, al suo esordio, rappresenta un ottimo tuffo nella saga e nell’ambientazione di quest’opera edita per la prima volta nel 2014. Il gioco è un card game con meccaniche di gestione della mano e “combo-building” (come definito direttamente da Stegmaier sul suo sito) giocabile da uno a sei giocatori per una durata dichiarata di circa sessanta minuti.

Presumibilmente giocare in sei richiederà un po’ più di tempo, anche solo per la necessità di far vedere a tutti che carte si giocano, ma di certo si tratta di un titolo che fa della velocità di gioco uno dei suoi punti forti, che però verrà probabilmente inficiato dalle dimensioni del testo delle carte in caso di partite ad alto numero di giocatori al tavolo. Nelle situazioni più classiche, ossia in solo, in due o in quattro giocatori, preferibilmente con una certa conoscenza delle carte, si dovrebbe rimanere nella tempistica dichiarata, setup incluso.

Red Rising tabletopia

Come molti titoli di Stonemaier Games, anche Red Rising si basa su regole semplicissime; in questo caso la semplicità di gioco si coniuga con le due sole azioni possibili, “Deploy” e “Scout” (il manuale in italiano non è ancora disponibile quindi in questo articolo mi atterrò alla terminologia originale per evitare confusione in caso di discordanza di interpretazione dei singoli termini di gioco). Inoltre, ogni giocatore apparterrà a una casata dotata di poteri asimmetrici. Con l’azione “Deploy” si gioca una carta dalla mano in un luogo qualsiasi (Giove, Marte, Luna e Istituto), poi si pesca la prima carta disponibile da un altro luogo o si tira il dado per attivarne il bonus. I bonus sono:

  • su Giove, far avanzare la propria nave spaziale,
  • su Marte, ottenere una risorsa Helium,
  • sulla Luna, ottenere il token Sovereign,
  • nell’Istituto, posizionare un cubetto influenza.

Le navi spaziali danno punti a fine gioco in modo esponenziale in base alla posizione raggiunta. L’Helium permette di effettuare azioni aggiuntive in combinazione con l’abilità di alcune carte e a fine gioco ogni Helium dà tre punti. Il token Sovereign interagisce con i poteri di ciascuna casata e dà 10 punti a fine gioco a chi ne ha il controllo. I cubetti influenza sull’Istituto danno quattro punti a cubetto a chi ha la maggioranza, due al giocatore successivo e uno al terzo.

Red Rising

La seconda azione possibile è l’azione “Scout”: si pesca la prima carta del mazzo e la si piazza in un luogo a scelta ottenendo uno dei bonus descritti in precedenza. Questa azione serve a prendere tempo o può essere utile sul finale quando si è soddisfatti della propria mano di carte.

Ci sono tre condizioni di fine gioco, tutte legate al numero sette: il raggiungimento della settima casella di avanzamento della nave spaziale, il possesso di sette Helium e il posizionamento di sette segnalini influenza sull’Istituto. Quando queste condizioni vengono raggiunte o un solo giocatore ne raggiunge due su tre, si termina il round in corso e si procede con il conteggio dei punti. 

Per ulteriori chiarimenti vi lascio all’ottimo video del Boardgamer di Montagna:

Il conteggio finale è l’unico aspetto un po’ meccanico del gioco poiché occorre prestare attenzione alle molte combo possibili tra i vari personaggi, tra le caste (i colori) e le eventuali abilità di fine partita. Inoltre, il calcolo dei punti dell’automa è molto diverso rispetto a quello del giocatore e allunga un po’ la durata delle sessioni in solitaria.

Red Rising: i commenti del Topo di Ludoteca

Wow! Red Rising è un gioco molto semplice da apprendere e da intavolare (il setup è velocissimo), ma la presenza di oltre cento carte tutte diverse e di sei casate differenti e asimmetriche garantisce una profondità eccezionale e una rigiocabilità elevatissima. Il gioco è disponibile sulla piattaforma Tabletopia (ora solo per utenti premium, per il periodo del preorder era tra i giochi gratuiti) e ne ho approfittato per giocare diverse partite, sia in solo che in multiplayer.

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Il gioco è assolutamente semplice nelle regole e nel concetto, ma è molto profondo. È stato fatto un lavoro eccezionale sull’ambientazione e sulle carte: sarebbe stato facile rendere gli Oro e i Rossi le carte più forti, ma non è così. Ogni casta ha carte più o meno forti che vanno a interagire con altre caste (in positivo o in negativo) e ciò rende il gioco molto cerebrale fin da subito perché occorre interagire bene non solo con le carte, ma anche prendendo in considerazione tutti i bonus.

L’interazione tra i giocatori è piuttosto elevata, anche se di tipo prevalentemente indiretto sotto forma di lotta per le maggioranze o per accaparrarsi una carta interessante prima dei rivali. Sono presenti alcune carte che permettono di effettuare azioni di “attacco” e i Bianchi sono specialisti nelle azioni di “difesa” per annullare gli effetti degli attacchi, ma si tratta di un numero abbastanza limitato di carte che, di fatto, non hanno un effetto eccessivo sull’equilibrio del gioco.

Jamey Stegmeier si è ispirato a Gugong per la meccanica di gioco e pesca delle carte

Nonostante sia un gioco di carte, Red Rising non è un deck building in senso stretto, poiché non c’è un mazzo di carte proprio da gestire; si tratta più di gestione della mano e di cercare di migliorare continuamente le proprie possibilità facendo ricorso alle carte sul tabellone o puntando ai bonus. La scalabilità è ottima e i turni di gioco piuttosto veloci garantiscono down-time ridotto, però tende a essere sempre più stretto mano a mano che sale il numero di giocatori al tavolo.

Infine, il gioco verrà sicuramente apprezzato ai tanti fan della saga, ma la conoscenza pregressa di personaggi e ambientazione non dà alcun vantaggio nell’esperienza al tavolo da gioco. 


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