Paperback – Recensione

Vi presentiamo Paperback, un originale gioco di parole basato sulla meccanica del deck building

Ammettiamolo: qualche volta noi gamer siamo un po’ prevenuti e, se ci presentano un gioco che si allontana un po’ dai nostri schemi, tendiamo a storcere il naso. “Un gioco di parole? Non è un boardgame! Non è roba per giocatori seri!” Io in effetti non facevo eccezione a questo filone di pensiero, ma il Topo di Ludoteca è, per sua natura, un animale curioso, che non si tira mai indietro davanti a un nuovo gioco, non fosse altro che per ampliare la propria conoscenza del mondo ludico e per segnare un nuovo titolo nell’elenco dei giochi provati (che ammontano ormai a varie centinaia). E questo dimostra che a volte la curiosità paga, perché in caso contrario non avrei scoperto Paperback, che non è il classico titolo a cui in genere mi appassiono, ma che alla prova dei fatti si è dimostrato un filler di tutto rispetto.

Paperback

Paperback è un gioco ideato da Tim Fowers e pubblicato in Italia da MS Edizioni. Se la dicitura “gioco di parole” vi fa pensare solo a Scarabeo e ai cruciverba, provatelo: scoprirete che anche un gioco di parole può essere anche pane per i denti di un gamer.

Panoramica del gioco

Se sapete giocare a Dominion avete già le conoscenze di base per giocare a Paperback. Disporrete infatti di un mazzo base uguale per tutti i giocatori (da 2 a 5) composto da 4 carte consonante (L, R, S, T) e 5 carte Jolly (lettera a scelta che valgono anche 1 punto vittoria). Nel proprio turno il giocatore deve comporre una parola con le lettere che ha in mano cercando di fare più punti possibile; tali punti, indicati in alto a sinistra nella carta, costituiscono l’importo che il giocatore può spendere per acquistare nuove carte per comporre il proprio deck. Il giocatore può effettuare tutti gli acquisti che desidera nel turno, scegliendo fra le carte Lettera e le carte Fama presenti nell’Offerta.

Paperback
L’Offerta

L’Offerta è composta dalle carte disponibili per l’acquisto. Ciò include 4 mazzetti di carte Fama, il cui costo varia tra 4 e 17, e che forniscono da 4 a 15 PV (indicati in basso a destra accanto a una stellina). Le lettere invece sono suddivise in 7 mazzetti dal costo crescente, da 2 a 10. Le carte meno costose sono vocali che si usano una volta e poi si scartano. Con l’aumento del costo le carte si fanno più più forti: aumentano di valore e sono dotate di diversi poteri, che vi consentono di pescare più carte nel turno successivo, ottenere maggior credito da spendere, etc. Sono presenti anche carte con due lettere, le carte “Lettera Doppia”.

Inoltre, in ogni partita di Paperback vengono estratte 4 carte comuni, utilizzabili nel corso del gioco da tutti i giocatori. Queste carte possono contenere una lettera da utilizzare in aggiunta alla propria mano o un potere applicabili. Le carte comuni saranno disponibili solo una alla volta e per un tempo limitato; vengono impilate sul Tracciato della lunghezza delle parole e il primo giocatore che compone una parola di almeno 7 lettere prende per sé la prima carta comune rivelando la seconda, che resterà utilizzabile finché un giocatore non comporrà una parola da almeno 8 lettere e la prenderà per sé, e così via. Le carte comuni valgono 5PV.

Paperback
Carte Fama

La partita termina quando un giocatore ottiene l’ultima carta comune o quando due mazzetti di carte fama si esauriscono. La durata complessiva del gioco è di 30-45 minuti in base al numero di giocatori.

Poiché le carte sono l’elemento centrale del gioco, vi consigliamo di proteggerle con apposite bustine 63.5×88 mm. Il gioco include un totale di 204 carte di queste dimensioni, oltre a 10 carte divisore più alte.

I commenti del Topo di Ludoteca

Paperback è un gioco interessante, che vi sorprenderà per le possibilità che offre. Infatti, può essere giocato in tre diverse modalità: a turni, gioco in contemporanea e modalità cooperativa a squadre. Inoltre, dispone di diverse varianti, che includono carte Attacco (che limitano le possibilità degli avversari di effettuare acquisti o giocare carte nel turno successivo), carte Potere (ogni giocatore ha un potere unico), carte Premio (un criterio che fornisce 5PV a fine partita al giocatore che possiede più carte di un certo tipo nel mazzo) e perfino carte Tema (in questo caso tutte le parole formate devono essere attinenti al tema prescelto).

Paperback
Carte Potere e carte Premio

Quello che a prima vista (e con un certo preconcetto) può sembrare un giochino banale si rivela in realtà un gioco interessante, ben strutturato e calibrato, in cui la meccanica del deck building trova un’applicazione molto originale.

La sua caratteristica più pregevole è sicuramente la flessibilità: le numerose varianti, utilizzabili singolarmente o combinate, consentono di scalare il gioco in base alle preferenze e alle capacità dei giocatori, conferendogli una rigiocabilità elevatissima e un’adattabilità che non molti titoli possono vantare. Ad esempio, potrete scegliere di utilizzare o meno le carte Attacco o di optare per la versione “buonista” con i cubetti, in cui è possibile mostrare le proprie carte agli avversari per ottenere suggerimenti se non si hanno idee. Come ricompensa l’avversario che dà il suggerimento ottiene un cubetto, spendibile per scartare la propria mano e pescare nuove carte o come sconto di 1 credito su un acquisto.

Queste caratteristiche rendono Paperback un gioco adatto proprio a tutti: è possibile proporlo a qualsiasi tipo di pubblico, anche a non giocatori. Ma non sottostimatelo: può piacere anche ai gamer se hanno un po’ di attitudine ai giochi di parole e la mente abbastanza aperta.

Insomma, se volete provare un gioco innovativo e originale, lasciatevi stupire da questo filler!

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Si ringrazia MS Edizioni per la copia del gioco fornita per questa recensione.

Paperback

7.5

Voto complessivo:

7.5/10

Pro

  • Filler originale e curato
  • Estremamente flessibile
  • Numerose varianti per adattarsi a gusti e abilità diverse
  • Edizione italiana tradotta molto bene

Contro

  • Serve un po' di praticità con i giochi di parole

Barbara

Fin da bambina Barbara è stata una grande appassionata di giochi da tavolo ed è cresciuta con i classici degli anni '80 e '90. Con il suo compagno ha iniziato a giocare a Magic e da lì al loro primo boardgame il passo è stato breve. Hanno una collezione di circa 300 giochi.Il topo di ludoteca è nato nella scatola di un gioco da tavolo, dove di notte si ritira per dormire. È molto curioso e ogni volta che vede un gioco nuovo gli fremono i baffi per la voglia di provarlo.

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