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Knarr – Recensione

Knarr è un gioco leggero ma piacevole a tema Vichinghi per 2-4 giocatori, ideato da Thomas Dupont e pubblicato da Bombyx. Si tratta di un gioco basato su carte ma con dei twist particolari. Scopritelo insieme a noi!

Panoramica del gioco

Una partita a Knarr è composta da un numero di round variabili; la fine del gioco si attiva quando un giocatore raggiunge o supera i 40 punti vittoria. A quel punto si procede a giocare in modo che tutti abbiano svolto lo stesso numero di turni, e chi ha più punti è il vincitore. I giocatori iniziano con una plancia di base uguale per tutti e due carte equipaggio selezionate casualmente, ma che devono essere di colore diverso.

Knarr 1

Ci sono carte di cinque colori: rosso, giallo, verde, blu e viola. Ogni carta riporta un’icona che vi dice cosa vi farà guadagnare fra: un punto vittoria, una reputazione, un bracciale, un segnalino Reclutamento. Nel proprio turno è possibile giocare una carta della mano o esplorare un territorio.

Quando si gioca una carta, si procede poi a prendere il vichingo assegnato alla posizione del colore corrispondente a quello della carta giocata. Si può però decidere di spendere un segnalino Reclutamento per prendere una carta a scelta fra le cinque visibili.

Knarr 2

Se si gioca una carta, si attivano tutte le carte dello stesso colore già presenti nella propria area di gioco e si ottiene il beneficio di ciascuna. Dopodiché, è possibile scambiare da uno a tre bracciali per ottenere le ricompense indicate sulle colonne della propria plancetta di partenza (che aumentano mano a mano che si conquistano nuovi territori).

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Se si esplora un territorio, si devono scartare i vichinghi del colore indicato (o dei segnalini Reclutamento) e si ottiene quanto indicato un alto a destra, ovvero punti vittoria e/o altri benefici. Inoltre, come dicevamo, ogni territorio aggiunge uno o più ricompense ottenibili tramite lo scambio dei bracciali. Avanzare sul tracciato Reputazione, invece, consente di ottenere una rendita di punti vittoria crescenti attribuiti all’inizio di ogni proprio turno. Una piccola variante inclusa sono gli artefatti, che danno una ricompensa extra quando si soddisfa la condizione richiesta in termini di equipaggio nella propria area di gioco.

Knarr 4

Materiali e grafica

La scatolina compatta e facilmente trasportabile di Knarr include:

  • una plancia di gioco;
  • 35 carte Destinazione;
  • 4 plancette Nave;
  • 50 carte Vichingo;
  • 7 carte Artefatto;
  • 12 segnalini Bracciale;
  • 12 segnalini Reclutamento;
  • 4 sagnalini punteggio;
  • 4 segnalini Reputazione;
  • 4 segnalini Destino.
Knarr 3
Knarr 3

I materiali sono semplici ma adeguati e il gioco non richiede molto spazio. Le illustrazioni sono carine e la grafica è leggibilissima. Le carte vichingo presentano simboli che aiutano i giocatori daltonici a distinguere i colori. 

I commenti del Topo di Ludoteca

Knarr è un filler di circa venti minuti che si presta a essere giocato più o meno da chiunque e che gira bene con qualsiasi numero di giocatori. È facile da spiegare e da imparare, ma anche piacevole da giocare. Pur non presentando particolari elementi innovativi, ha un gameplay piacevole in cui le scelte non mancano.

Knarr 5

Avanzare sul tracciato Reputazione ha la sua importanza ma non è detto che una strategia basata sui territori (avendo parecchi segnalini Reclutamento a disposizione) non sia altrettanto valida. Considerando la durata contenuta, è facile fare più partite di seguito. Inserire la variante Artefatti aggiunge una condizione da tenere a mente e offre una maggior variabilità a questo titolo semplice ma molto divertente.

Knarr ha un’ambientazione piuttosto in voga ma sempre gradevole e una grafica carina, il tutto in un formato piuttosto piccolo, facile da intavolare ovunque. Ve lo consigliamo se siete in cerca di un filler ben realizzato. 

Knarr

7.5

Esperienza di gioco

7.9/10

Materiali e grafica

7.6/10

Rigicabilità

7.0/10

Pro

  • Filler di ottimo livello
  • Illustrazioni molto piacevoli
  • Gameplay rapido

Barbara Parutto

Fin da bambina Barbara è stata una grande appassionata di giochi da tavolo ed è cresciuta con i classici degli anni '80 e '90. Con il suo compagno ha iniziato a giocare a Magic e da lì al loro primo boardgame il passo è stato breve. Hanno una collezione di circa 300 giochi. Il topo di ludoteca è nato nella scatola di un gioco da tavolo, dove di notte si ritira per dormire. È molto curioso e ogni volta che vede un gioco nuovo gli fremono i baffi per la voglia di provarlo.