Intervista agli autori di Verrix

Intervista a tre con Tommaso Ceglia, Riccardo Corti e Alfonso Bonfanti, creatori di Verrix, gioco gestionale a interazione elevata.

Abbiamo già parlato di Verrix, un titolo che ho avuto modo di vedere a Play Modena 2021 e che mi ha lasciato una gran voglia di giocarci. Si tratta di un gioco con fazioni asimmetriche in cui 2-5 tribù celtiche si sfidano per la gloria attraverso lo sviluppo della tribù, il commercio, le razzie e non ultime le battaglie. Un titolo che combina una buona componente gestionale con un tocco più american che decisamente non guasta e che si caratterizza per una grande accuratezza in ogni aspetto, dall’ambientazione alla realizzazione dei componenti al gameplay (qui potete leggere il nostro articolo di anteprima).

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con gli autori del gioco in una simpatica intervista a tre.

Verrix

Ciao Tommaso, per prima cosa dicci qualcosa di te e su Riccardo e Alfonso!

TOMMASO: Sono un appassionato di informatica e tecnologia e ne ho fatto il mio lavoro principale, ma sono anche un appassionato del mondo dei giochi, praticamente in ogni sua forma, in particolare però amo i giochi da tavolo. Oramai non più giovanissimo posso vantare di aver iniziato con Monopoli e Risiko e di aver proseguito la crescita del mio gusto ludico negli anni. Sposato con una negazionista del gioco e padre di una figlia che già a 9 anni passa dai boardgame ai giochi di ruolo ai videogame multiplayer.

Riccardo è un mio grande amico da un tempo che non ricordo precisamente, forse perché ci siamo subito trovati affini ed abbiamo condiviso il piacere di stare attorno ad un tavolo per una birra ed un buon gioco.

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Con Alfonso ci conosciamo da meno tempo ma anche con lui mi sono subito legato con una fortissima amicizia. Purtroppo ha un grave vizio che spesso fa vacillare il nostro legame, è astemio!

Come e quando è nata la vostra passione per i boardgame?

RICCARDO: Ho iniziato nei magnifici anni 80 grazie a mio padre che ha portato a casa i grandi “classici” come Monopoli e Risiko (quante partite durante le festività di Natale coi parenti). Di quei tempi ricordo con grande affetto anche giochi ancora più semplici come Forza 4, Hotel e Brivido ma il mio preferito era sicuramente Manager, che ho letteralmente consumato nonostante non fosse così famoso come altri titoli.

Verrix

Qualche anno più tardi mi sono inoltre appassionato a Hero Quest (sto ancora maledicendo mia madre per averlo buttato a mia insaputa) e a Magic di cui conservo invece ancora gelosamente le carte delle prime edizioni. Con il passare del tempo ho coltivato ulteriormente la passione per i giochi da tavolo ed oggi confesso di non avere un genere preferito. Insieme a Tommaso, Alfonso ed al nostro gruppo di gioco apparecchiamo giochi german e american, cooperativi e competitivi con grande curiosità ed il medesimo entusiasmo.

L’ultimo gioco intavolato? Ebbene sì, Verrix per la demo di una partita completa e Tang Garden!         

Descrivi brevemente Verrix a chi ancora non lo conosce.

ALFONSO: Quindi io sono l’unico a non parlare dei miei trascorsi con i giochi da tavolo? In effetti non interessa a nessuno, corretto (però me la lego al dito, sappiatelo).

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Brevemente: Verrix è un gioco con la coperta (extra) corta, ad alta interazione, asimmetrico che pesca sia dal mondo dei giochi così detti german sia dal mondo dei giochi american. Fine. Troppo breve?

Dai, concedetemi due righe in più! Siamo nella Britannia del 54 a.C., in una terra che non conosce ancora la pericolosità dell’Impero romano e delle sue mire espansionistiche. Ogni giocatore rappresenta il capo di una delle tante tribù celtiche vissute ai quei tempi e dovrà, nel corso di 12 mesi (turni), gestire al meglio la sua popolazione sviluppando, commerciando, razziando e, ovviamente, combattendo epiche battaglie. Per fare questo dovrà utilizzare le sue unità disponibili (la sua popolazione, i meeple per intenderci) per attivare delle carte dalla sua mano che a loro volta produrranno degli effetti. Questi effetti coinvolgeranno, molte volte, direttamente gli altri giocatori. Vince chi gestirà al meglio la sua tribù e farà più fama (punti vittoria) degli avversari.

Verrix

Forse ho scritto più di due righe. Chiedo perdono ma in Verrix c’è questo e molto altro.

Com’è nata l’idea che ha portato a Verrix?

TOMMASO: Alcuni anni fa, credo fosse il 2015, io e Riccardo una sera stavamo facendo un aperitivo e tra uno Spritz e l’altro, una battuta e l’altra salta fuori l’idea del “ma perché non lo facciamo veramente un gioco da tavolo?”, ci siamo scambiati uno sguardo d’intesa e poco dopo sui fazzoletti del bar cominciava a prendere forma Celtic, un gioco che facesse rivivere ai giocatori un’atmosfera celtica, qualcosa che permettesse di far crescere la propria tribù e che obbligasse il più possibile ad infastidire gli alti giocatori dove nessuno potesse rimanere troppo isolato nel proprio gioco. Il tempo ci avrebbe poi portato alla versione finale che prende il nome di Verrix.

Si nota fin dalla prima partita che Verrix è un gioco molto curato! Come si è sviluppato il gioco rispetto alle prime idee? Quanto è durato il processo di sviluppo e playtest?

RICCARDO: Grazie intanto per il complimento! Le idee sono partite dal fazzoletto del bar di cui scriveva poco fa Tommaso in cui abbiamo subito deciso che il gioco sarebbe stato sviluppato partendo dall’ambientazione. 

Verrix

La prima fase di sviluppo utilizzando mezzi di fortuna e tanta carta è durata circa 8 mesi ed il primissimo playtest di mezza partita del primissimo prototipo di Verrix è durato ben 6 ore!!!! Al tavolo c’era anche Alfonso e durante i successivi playtest in cui ci ha seguito costantemente abbiamo capito che non potevamo fare a meno di lui. Di fatto gli ultimi sviluppi ed i playtest sono comunque terminati ad inizio del 2020 quando abbiamo terminato di recepire alcune segnalazioni che i giocatori ci avevano fatto durante la campagna KS interrotta nell’Aprile del 2018.                  

Voi siete anche gli editori del gioco. Ci parli di DTG?

ALFONSO: La DTG è nata più per necessità che per volontà nostra. Dovendo affrontare un Kickstarter, ed essendo noi in tre, era più semplice (e quasi obbligatorio) gestire il tutto sotto una piccola casa editrice indipendente. Interrotta la campagna di Kickstarter, e credendo molto in Verrix, abbiamo deciso di mantenere ciò che abbiamo creato con tanto sacrificio. Ora siamo ancora ancora piccoli ed indipendenti ma in questi anni ci siamo fatti le ossa e abbiamo imparato tante cose anche dal lato editoriale che, speriamo, ci faciliteranno il compito in futuro. Ovviamente tutto dipenderà da come andrà Verrix… ma siamo fiduciosi. Certo, tutti mi dicono che io vedo sempre il bicchiere mezzo pieno, ed è una cosa molto positiva ovviamente… salvo poi insultarmi perché il bicchiere è mezzo pieno… di acqua, essendo io astemio. Ma sto divagando.

Cosa ti è piaciuto di più: la parte di game design o di editoria? Quali sono le maggiori soddisfazioni e difficoltà di entrambe?

TOMMASO: Devo dire che il processo creativo ci dà molta soddisfazione: trovare la giusta meccanica, sfilare risorse per rendere il gioco accattivante e stretto e trovare i modi per far interagire i giocatori è esaltante.

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Nel processo creativo non vedo difficoltà ma ricerca costante della miglior soluzione rispetto a tutto il gioco. Essendo una creazione va bene tutto ma se una meccanica non risponde a tutte le necessità richieste, vuol dire che ho sbagliato e devo trovare un modo migliore!

Detto questo però, l’aspetto editoriale è stato molto sfidante, abbiamo imparato molto in questi anni e la sfida di riuscire a trovare la giusta grafica, ricercare la fabbrica che sviluppi secondo i nostri requisiti, cercare il modo migliore di consegnare la scatola a casa dei giocatori o costruire il sito della DTG, sono tutte attività che posso dire hanno dato grandi emozioni.

Verrix

Le difficoltà sono sicuramente quelle di trovare il giusto equilibrio tra costi e qualità del prodotto. Volendo ricercare sempre il meglio dobbiamo trovare il livello massimo a cui possiamo arrivare con il budget a disposizione e questa è sicuramente la difficoltà maggiore per noi.

Quali sono i progetti futuri vostri e di DTG? 

RICCARDO: Ormai molto tempo fa mi sono promesso di non smettere mai di giocare e nei tempi e nei modi che ogni età consente spero di poter mantenere questa promessa. Posso affermare con certezza che anche Tommaso ed Alfonso condividono questo proposito. Quando saremo in pensione avremo anche molto più tempo a disposizione!

Verrix

Per quel che riguarda DTG abbiamo in cantiere un paio di potenziali espansioni che riguardano Verrix: la prima è già in fase di test e ha l’obiettivo di supportare il gioco a 2 con una tribù automa che può vincere la partita mentre la seconda introduce il sesto giocatore, Roma! Non è un caso che il colore rosso manchi nel gioco base. La sfida in questo caso sarà quella di introdurre asimmetria nell’asimmetria avendo il giocatore che guiderà i Romani modalità e obiettivi di vittoria differenti rispetto a quelle delle tribù Celtiche.

Stiamo inoltre iniziando a ragionare su un nuovo gioco più tipicamente german, ma siamo ancora alle fasi iniziali e pertanto non ci sbilanciamo nell’aggiungere altro.

Si insomma, dopo il pre-ordine di Verrix di questo autunno decideremo quale strada imboccare!


Ringraziamo Tommaso, Riccardo e Alfonso per la disponibilità e la simpatia! Se volete ricevere informazioni sul pre-ordine di Verrix potete visitare la pagina web di DTG.

Se volete saperne di più su Verrix potete guardare la nostra live con gli autori e Meepleordie:


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Barbara Parutto

Fin da bambina Barbara è stata una grande appassionata di giochi da tavolo ed è cresciuta con i classici degli anni '80 e '90. Con il suo compagno ha iniziato a giocare a Magic e da lì al loro primo boardgame il passo è stato breve. Hanno una collezione di circa 300 giochi. Il topo di ludoteca è nato nella scatola di un gioco da tavolo, dove di notte si ritira per dormire. È molto curioso e ogni volta che vede un gioco nuovo gli fremono i baffi per la voglia di provarlo.