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Great Western Trail: Nuova Zelanda – Recensione

Great Western Trail: Nuova Zelanda è il terzo titolo della trilogia di Alexander Pfister in cui i giocatori si sfidano nella vendita di mandrie di animali da fattoria con una meccanica di movimento su tabellone e deck building. Dopo una breve panoramica sulla dinamica di gioco, vediamo le differenze rispetto agli altri due titoli della serie. Ancora una volta, l’edizione italiana è curata da Ghenos Games.

Breve panoramica della serie Great Western Trail

In Great Western Trail ciascun giocatore possiede una mandria di mucche di diverso tipo e viaggia attraverso l’America per andare a venderne alcune al mercato del bestiame. A ogni turno il giocatore può compiere un certo numero di passi (inizialmente da 1 a 4) sul tabellone, per poi effettuare le azioni indicate sulla tessera su cui conclude il movimento, se questa è di sua proprietà o neutrale. Le azioni sono di molti tipi di versi, ma le principali consentono di ottenere denaro, acquistare nuove mucche per arricchire e variare il proprio mazzo, assumere diversi tipi di lavoratori e utilizzarli. Un aspetto importante è costruire la ferrovia, che consente di ottenere punti e piazzare in modo redditizio i propri dischetti al momento della vendita della mandria, sbloccando nuove azioni e miglioramenti sulla plancia del giocatore.

Great Western Trail: Nuova Zelanda 2

Il secondo titolo della trilogia, Great Western Trail: Argentina, aggiungeva vari elementi, tra cui una nuova risorsa, il grano, e nuovi lavoratori, i granjeros. Il grano viene utilizzato per inviare navi in tre città estere e ottenere punti e altri benefici. Per una spiegazione approfondita potete leggere qui la nostra recensione con tutorial.

Le novità introdotte da Great Western Trail: Nuova Zelanda

Nuova Zelanda introduce varie novità nell’esperienza di gioco di Great Western Trail e, come durata e livello di complessità, è sicuramente più simile ad Argentina che al primo Great Western Trail. Ma è sufficientemente diverso da Argentina da volere entrambi in collezione se la meccanica di base del gioco vi piace.

In primis, in Great Western Trail: Nuova Zelanda abbiamo pecore anziché mucche. Può sembrare una differenza poco rilevante, ma non lo è, perché le pecore producono la lana, una nuova risorsa che ha un’importanza notevole.

Great Western Trail: Nuova Zelanda 3

Infatti, essa le pecore si possono tosare con i tosatori (nuovi lavoratori). La tosatura è un’azione specifica che funziona come la consegna, ma che si effettua su uno specifico edificio del tabellone: potete tosare tante pecore quanti i tosatori che possedete, ma tutte devono essere di razze diverse. Ogni razza presenta un valore di produzione di lana. Sommate i valori, ottenete subito tale importo in monete, poi potete piazzare un dischetto dalla plancia sugli appositi spazi (ci sono spazi per il valore della mandria consegnata, come di consueto, e altri dedicati alle consegne di lana).

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La seconda grande differenza è la sostituzione della ferrovia con una plancia navigazione a più vie, in cui ciascuno può scegliere liberamente il proprio percorso. Questa plancia sblocca nuovi spazi per i dischetti piazzati sia con la consegna della mandria che della lana (con valori diversi da quelli degli appositi tracciati di base). Inoltre, è possibile promuovere i propri lavoratori a capitani per ottenere punti e tessere scoring uniche per fine partita. Sulla plancia ci si muove con i marinai (che sostituiscono i capitreno) e la possibilità di decidere la strada da intraprendere offre maggior flessibilità per le strategie di ciascuno.

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Un’altra differenza è la presenza di due mercati: uno classico con i quattro tipi di lavoratori e uno definito mercato B, che propone due novità: le lavoratrici jolly (che, ça va sans dir, possono essere piazzate su qualsiasi riga della plancia giocatore) e tessere speciali che danno punti e bonus vari. Tali tessere costano monete e oro, un’altra nuova risorsa presente nel gioco. Ai due mercati si accede attraverso azioni diverse, ma è il mercato B a scandire lo scorrere della partita, e a ogni consegna di ovini a Wellington viene piazzata una nuova tessera in ciascuno dei due.

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Infine, il gioco propone dieci set di carte bonus, di cui solo quattro vengono utilizzati in ciascuna partita. Tali carte si ottengono per lo più avanzando sul tracciato dell’oro, ma anche navigando, e danno piccoli benefici aggiuntivi e la possibilità di far girare più rapidamente il deck, oppure introducono nuove razze di pecore non ottenibili altrimenti.

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Materiali e grafica

In quanto a materiali, Great Western Trail: Nuova Zelanda non si discosta dai suoi due predecessori, mantenendo un’ottima qualità dei materiali, con plance dual-layer, carte spesse e resistenti (che non necessitano per forza di bustine) e una davvero una gran quantità di materiali. Il setup richiede un certo tempo e ritirare il gioco anche; tuttavia, l’inserto contiene tutto il materiale e risulta decisamente più funzionale rispetto al suo predecessore ad ambientazione sudamericana.

La finitura lucida rende sempre un po’ difficile fare foto senza riflessi ma, a parte questo, non ci sono difetti nella componentistica. Anche le icone risultano più chiare rispetto ad Argentina.

I commenti del Topo di Ludoteca

Great Western Trail: Nuova Zelanda è un gioco da provare assolutamente se vi piace la dinamica di Great Western Trail! Rispetto al gioco base, senza espansione, questa versione è decisamente più appagante e offre molte più possibilità, ma complessivamente per noi è preferibile anche rispetto al gioco basse unito all’espansione Rail to the North.

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L’esperienza complessiva è più fluida e dinamica, più comparabile a quella di Argentina, ma al contempo sufficientemente diversa da quest’ultima da giustificare la presenza di entrambe in collezione. Alla prima partita avevo preferito Argentina, ma continuando a giocarlo e capendolo meglio Nuova Zelanda è diventato il mio preferito della trilogia perché è molto flessibile e offre un mare di possibilità interessanti e varie da esplorare. La meccanica già ben consolidata si integra ottimamente con i nuovi elementi aggiunti e si raffina ulteriormente in un’esperienza di gioco che ha tantissimo divertimento da offrire.  

Great Western Trail: Nuova Zelanda

8.7

Esperienza di gioco

9.0/10

Materiali e grafica

8.0/10

Rigiocabilità

9.0/10

Pro

  • Tante novità piccole e grandi
  • Esperienza di gioco più ricca e fluida
  • Componenti di ottima qualità

Contro

  • Finitura lucida

Barbara Parutto

Fin da bambina Barbara è stata una grande appassionata di giochi da tavolo ed è cresciuta con i classici degli anni '80 e '90. Con il suo compagno ha iniziato a giocare a Magic e da lì al loro primo boardgame il passo è stato breve. Hanno una collezione di circa 300 giochi. Il topo di ludoteca è nato nella scatola di un gioco da tavolo, dove di notte si ritira per dormire. È molto curioso e ogni volta che vede un gioco nuovo gli fremono i baffi per la voglia di provarlo.