Evergreen – Recensione

In Evergreen ogni giocatore deve far prosperare la vegetazione su un pianeta costituito da sei tipi di biomi diversi piantando e facendo crescere alberi.

Questo titolo riprende in parte alcuni concetti di Photosynthesis, un precedente lavoro dell’autore, Hjalmar Hach, ma li rielabora in un gameplay più rapido e meno interattivo. Scopriamo subito qualcosa di più su Evergreen, distribuito da Ghenos Games!

Panoramica del gioco

Una partita a Evergreen si compone di quattro round con un numero di azioni decrescenti (da 5 a 2). La meccanica fondamentale è il draft di carte attraverso cui svolgere azioni sulla propria plancia giocatore. Vengono sempre rivelate carte pari al numero dei giocatori più uno e la carta che non viene scelta viene riposta insieme alle altre andando a contribuire allo scoring di fine partita.

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Lo scopo del gioco è fare il maggior numero di punti secondo tre criteri:

  • alberi esposti al sole (alla fine di ogni round);
  • gruppo più grande di alberi adiacenti (i germogli non contano, i cespugli invece sì – anche questo alla fine di ogni round);
  • a fine partita numero di alberi grandi in ogni bioma moltiplicato per i punti indicati delle carte non scelte durante i draft.

Si sa che gli alberi hanno bisogno della luce del sole. La pedina sole si sposta in ciascun round partendo dal lato superiore della plancia e procedendo un senso orario. A fine round tutti gli alberi piccoli esposti al sole danno un punto, quelli grandi due. Gli alberi proiettano ombra dietro di sé (1 o 2 spazi in base alle dimensioni) e quelli all’ombra non danno punti. I germogli non fanno ombra ma non danno punti.

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Le carte hanno un colore che corrisponde a uno dei biomi dei pianeti e un simbolo azione speciale. In questo modo, scegliendo una certa carta, il giocatore potrà svolgere nell’ordine che preferisce l’azione speciale indicata e una delle quattro azioni principali, che sono:

  • piazzare tre germogli nel bioma indicato;
  • far crescere due alberi diversi nel bioma indicato;
  • piazzare un germoglio e far crescere un albero nel bioma indicato;
  • piazzare un germoglio o far crescere un albero in un bioma a scelta.

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Dai germogli si passa agli alberi piccoli e da questi agli alberi grandi.

Le azioni speciali invece consentono di:

  • piazzare germogli in biomi a scelta;
  • far crescere alberi piccoli e grandi in biomi a scelta;
  • ottenere 1-4 punti;
  • piazzare cespugli, che aiutano a creare foreste di maggiori dimensioni:
  • piazzare laghi che non contano per la foresta più grande ma fanno crescere immediatamente fino a due germogli/alberi piccoli adiacenti.

Chi ha più punti a fine partita è il vincitore.

Materiali e grafica

Evergreen ha materiali molto belli, a partire dalle plance dual layer super ergonomiche che tengono bene i pezzi in posizione, agli elementi 3D in legno da piazzarci sopra: alberi di due dimensioni diverse, germogli, cespugli e laghi.

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Le carte sono molto semplici da interpretare e per fortuna i diversi biomi sono caratterizzati da simboli oltre che del colore, altrimenti sarebbero difficilmente distinguibili per i giocatori daltonici. Il regolamento è chiaro e illustra ogni aspetto senza lasciare dubbi.

Nella scatola troverete:

  • 4 plance Pianeta;
  • 42 carte Bioma;
  • 45 germogli;
  • 54 alberi piccoli;
  • 61 alberi grandi;
  • 20 cespugli;
  • 20 laghi;
  • 36 segnalini tracciato;
  • 1 segnalino primo giocatore;
  • regolamento.

I commenti del Topo di Ludoteca

Evergreen è un gioco piacevole che riprende alcuni concetti di Photosyn­thesis ma li rielabora in un gameplay parecchio diverso. In primis, Photosynthesis è un gioco di interazione diretta pura, perché ci si contende e ruba gli spazi sul tabellone. Al contrario, Evergreen ha un livello di interazione basso, limitato al draft delle carte, poi ognuno sviluppa il proprio pianeta in totale autonomia. L’unico modo per “disturbare” gli altri è modificare i punteggi di fertilità attribuiti dai diversi biomi (i moltiplicatori a fine partita), ma non ci sono molte carte per farlo e in genere è comunque più redditizio pensare a potenziare la propria strategia.

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Resta l’aspetto degli alberi esposti al sole e all’ombra, ma qui ha un impatto minore che in Photosynthesis: mentre in quello i punti luce sono punti azione e in certi round è possibile limitare molto quelli di uno o più avversari (o ridursi a 1-2 con una cattiva giocata), qui sono punti vittoria e vengono ben equilibrati dei punti ottenuti per la foresta più vasta.

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Evergreen gira bene con qualsiasi numero di giocatori ed è perfetta­mente godibile anche in due. Dopo il draft si possono svolgere le azioni in contemporanea, un aspetto che mantiene snelli i tempi di gioco. 

Evergreen offre anche una versione in solo interessante in cui si drafta una carta tra tre; una di tali carte va all’automa che si limita a togliere carte al giocatore scegliendo quale prendere secondo una scala di priorità (il jolly per primo, poi la carta con più simboli fertilità, in caso di più carte che si attengono al requisito si prende sempre quella più vicina al mazzo). L’esperienza di gioco è molto simile a quella in multiplayer e si tratta di un solitario semplice, veloce e appagante. Abbiamo pubblicato una partita in solitaria sul nostro canale YouTube:

Complessivamente Evergreen è un gioco piacevole con una durata che resta sotto l’ora di gioco e con una strategia astratta non complessa ma di buona profondità. 

Evergreen

7.7

Esperienza di gioco

7.5/10

Materiali e grafica

8.0/10

Rigiicabilità

7.5/10

Pro

  • Bei materiali 3D
  • Gira bene con qualsiasi numero di giocatori
  • Solitario veloce e facile da gestire

Contro

  • Carte da imbustare perché difficili da mescolare

Barbara Parutto

Fin da bambina Barbara è stata una grande appassionata di giochi da tavolo ed è cresciuta con i classici degli anni '80 e '90. Con il suo compagno ha iniziato a giocare a Magic e da lì al loro primo boardgame il passo è stato breve. Hanno una collezione di circa 300 giochi. Il topo di ludoteca è nato nella scatola di un gioco da tavolo, dove di notte si ritira per dormire. È molto curioso e ogni volta che vede un gioco nuovo gli fremono i baffi per la voglia di provarlo.