10 days in Europe e 10 days in the USA – Recensione

In 10 days in Europe 2-4 giocatori concorrono per essere i primi a creare un itinerario di viaggio valido composto da 10 carte.

10 days in Europe e 10 days in the USA sono stati ideati da Alan R. Moon, l’autore di Ticket to Ride, e Aaron Weissblum, e localizzati in italiano da  dV Giochi. Anche in questi giochi l’autore riprende la tematica degli itinerari di viaggio magistralmente sfruttata in nelle molte versioni di Ticket to ride, ma con una meccanica completamente diversa e una durata di gioco più ridotta. A livello di regole i due giochi sono molto simili e, se si conoscono le regole di uno dei due, si può giocare anche all’altro con facilità. 

Come si gioca a 10 days in Europe

Lo scopo di 10 days in Europe è essere i primi a creare un itinerario di viaggio valido, ovvero una sequenza di dieci carte che rispettino una serie di criteri.

10 days

Ogni giocatore riceve due pratici supporti in plastica, ciascuno con cinque spazi, con i giorni contrassegnati a uno a dieci. Ogni spazio può contenere una carta e si dovrà creare una sequenza valida che costituirà l’itinerario di viaggio.

Ecco le regole da seguire:

  • i giorni 1 e 10 devono contenere una nazione (non un mezzo di trasporto);
  • tra due nazioni confinanti ci si sposta a piedi, quindi le carte vanno piazzate in spazi adiacenti;
  • due nazioni che si affacciano sullo stesso mare od oceano possono essere collegate da una nave appropriata (mar Mediterraneo, oceano Atlantico, mare del Nord);
  • due nazioni dello stesso colore possono essere collegate con un aereo dello stesso colore.

10 days

Per iniziare ogni giocatore pesca una carta dal mazzo e la posiziona in uno spazio Giorno fino a riempirli tutti e dieci. Potete anche svolgere questa fase in contemporanea, basta che ciascuno posizioni solo una carta alla volta senza guardare le altre.

Poi i giocatori si alternano in turni in cui si pesca una carta dal mazzo o da una delle tre pile scoperte e la sostituisce a una di quelle che già possiede o la scarta, finché un giocatore riesce a creare un itinerario valido.

E per quanto riguarda 10 days in the USA?

Lo scopo e le regole di gioco sono esattamente gli stessi appena descritti. Cambia ovviamente la mappa di gioco e cambia il fatto che qui non ci sono le navi, bensì le auto. Due stati possono essere collegati tramite auto se entrambi confinano con un terzo stato (quindi New Hampshire e Maine, per esempio, non sono collegabili con l’auto).

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Inoltre l’Alaska e le Hawaii sono raggiungibili solo in aereo, ma con un accorgimento particolare: poiché sono rappresentate in viola e non esiste un aereo corrispondete, un itinerario valido sarà costituito da cinque carte in quest’ordine: stato di partenza, aereo del colore dello stato di partenza, Alaska/Hawaii, aereo del colore dello stato di arrivo, stato di arrivo.

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Materiali e grafica

I materiali di gioco includono:

  • un tabellone con la mappa (adattata agli scopi del gioco);
  • 52 carte Nazione per l’Europa – 50 carte Stato per gli USA;
  • 19 carte Mezzo di trasporto per l’Europa – 16 per gli USA;
  • 4 portacarte in plastica costituiti da due parti ciascuno;
  • un vassoio portacarte in plastica;
  • un regolamento.

10 days

Il materiale di gioco è ben realizzato e molto colorato e quelle che vengono definite carte sono in realtà tessere spesse, resistenti alla manipolazione e che non hanno nessun bisogno di essere imbustate. Un appunto da fare è che, mentre il giallo e l’arancione sulla mappa sono differenziati e ben distinguibili, non lo sono altrettanto sulle carte. Per quanto riguarda le Nazioni o gli Stati, basta controllare il colore sulla mappa, ma gli Aerei sono davvero difficili da distinguere.

Una particolarità di 10 days in Europe e 10 days in the USA è che il tabellone c’è… ma non si usa. Ha una funzione puramente consultativa e non ci metterete segnalini, meeple o nient’altro che vi possa venire in mente perché il gioco si basa puramente sulle carte.

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I commenti del Topo di Ludoteca

10 days in Europe è indicato a partire dagli otto anni e, come abbiamo fatto con molti giochi, lo abbiamo provato insieme a nostra figlia di sette anni e mezzo, che gioca senza problemi ad altri titoli indicati questa fascia di età. Il risultato però non è stato dei migliori. Anche se la meccanica è molto semplice, il gioco risulta un po’ troppo astratto per bambini di questa età. Il fatto di dover creare un itinerario tenendo tutto a mente, senza il supporto di segnalini o di altri contrassegni sul tabellone mette in difficoltà i piccoli giocatori.

10 days

A questo si aggiunge la necessità di cercare costantemente i luoghi sulla mappa, difficoltà che diventa eccessiva se, come capita alla maggior parte dei giocatori più giovani, non si ha una conoscenza almeno un po’ di base della geografia dell’Europa (o degli USA). Dover effettuare la ricerca de luogo ogni volta assorbe buona parte della concentrazione del bambino, che poi deve ancora fare l’ulteriore passaggio di applicare a mente le regole dell’itinerario. Personalmente suggerirei il gioco a partire dai 10 anni, quando si ha qualche nozione geografica in più ma, cosa ancor più importante, una miglior capacità di astrazione.

La durata del gioco è di circa 30 minuti e scala bene con qualsiasi numero di giocatori (da 2 a 4).


Ringraziamo dV Giochi per la collaborazione e la disponibilità.

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10 days in Europe

6.5

Esperienza di gioco

6.0/10

Materiali e grafica

7.0/10

Rigiocabilità

6.5/10

Pro

  • Buona "lezione di geografia"
  • Carte resistenti
  • Grafica piacevole

Contro

  • Molto astratto
  • Target di età non preciso

Barbara Parutto

Fin da bambina Barbara è stata una grande appassionata di giochi da tavolo ed è cresciuta con i classici degli anni '80 e '90. Con il suo compagno ha iniziato a giocare a Magic e da lì al loro primo boardgame il passo è stato breve. Hanno una collezione di circa 300 giochi. Il topo di ludoteca è nato nella scatola di un gioco da tavolo, dove di notte si ritira per dormire. È molto curioso e ogni volta che vede un gioco nuovo gli fremono i baffi per la voglia di provarlo.